Nelle Tracce del Lupo
Da Rai Play Sound
“Nelle tracce del lupo” racconta la nostra attitudine culturale verso la natura muovendosi “nelle” tracce di questo animale elusivo, per quanto studiato e conosciuto. Il viaggio attraversa sia le aree alpine dell’Italia, che negli ultimi dieci anni si sono confrontate con la presenza di questo predatore, sia il cuore dell’Appennino che ci ha sempre convissuto, anche quando nel resto d’Europa era praticamente estinto. In “Lupi e uomini”, Barry Lopez scrive: «essere rigorosi in tema di lupi equivale a pretendere certezze dalle nuvole». Seguire la sua inafferrabile traccia significa metterci in relazione con un contesto biologico e geografico, culturale e filosofico; significa sentirci esploratori curiosi di imparare i meccanismi della natura.
La Via dei Lupi
Onde Road di Claudio Agostoni
Passo dopo passo, Marco Albino Ferrari ne “La via del lupo. Nella natura selvaggia dall’Appenino alle Alpi”(editore Laterza), ha rintracciato la ‘via’ che da circa quarant’anni il lupo è tornato a percorrere, fra luoghi marginali e misteriosi, dopo essere scomparso alla vista dell’uomo. Una via naturale attraverso foreste, altipiani, praterie d’alta quota, crinali, vallate secondarie e paesi isolati: l’altopiano di Castelluccio di Norcia, le Foreste Casentinesi, l’Appennino parmense, le Alpi Liguri, le Marittime, il Parco del Gran Paradiso, e ancora più in là, sull’arco alpino fino in Trentino. È lì che gli ultimi branchi sono stati avvistati, dove il Canis lupus italicus si incontrerà con altri esemplari in arrivo dalla Slovenia. Un incontro atteso, che forse completerà fino in fondo la via. Marco ci racconta del lavoro, negli anni Settanta, di un gruppo di giovani ricercatori (l’etologo tedesco Erik Zimen, David Mech, lupologo americano, e il romano Luigi Boitani, oggi titolare della cattedra di Zoologia dei Vertebrati all’Università La Sapienza di Roma) impegnati a studiare con metodi sperimentali ciò che all’epoca veniva ancora rappresentato come il “misterioso animale delle foreste” o il “divoratore di bambini”.
Lama Bianca
Tratti Documentari in collaborazione con Bradamante Teatro
La narratrice e guida ambientale Francesca Camilla D’Amico ci accompagna in un’escursione sonora attraverso la faggeta di Lama Bianca nel Parco Nazionale della Majella, sulle tracce del lupo appenninico e sui passi del biologo e poeta Paolo Barrasso che partecipò negli anni ’70 al primo progetto per la salvaguardia del Lupo Appenninico in Italia.
La storia trae ispirazione dalla vita del biologo e poeta Paolo Barrasso che partecipò, negli anni ’70, al primo progetto per la salvaguardia del Lupo Appenninico in Italia: l’ “Operazione San Francesco” (promossa dal WWF) e intende sfatare miti e false convinzioni sul Lupo, per favorire la conoscenza di uno degli animali simbolo delle nostre montagne e raccontare come l’uomo possa intervenire in maniera costruttiva sui delicati equilibri dell’ecosistema.